Je ne sens la vie qu’avec un retard qui me la rend désespérément virtuelle.
Antonin Artaud, Lettre à personne
Cavalaire, le 17 août 1922
J’ai assisté un soir, le 14 août, à un merveilleux lever de lune, très japonais, sur la mer, avec des pins tout noirs comme au Japon, la lune grande, triste et douce, un peu malade, jaune, sale, le calme sur les eaux obscures et cette grande fleur de lumière malade, automnale, qui avait poussé sur les eaux.
- Antonin Artaud
[…]
et qu’est-ce qui reste?
Que je suis suffoqué
et je ne sais pas si c’est une action
mais en me pressant ainsi de questions
jusqu’à l’absence
et au néant
de la question
on m’a pressé
jusqu’à la suffocation
en moi
de l’idée de corps
et d’être un corps,
[…]
Paule, sono così triste e disperato
questo corpo mi fa male da tutte le parti
ma soprattutto ho la sensazione che la gente sia
rimasta delusa
dalla mia trasmissione.
Là dove c’è la macchina
c’è sempre l’abisso e il nulla
c’è sempre una medizione tecnica che deforma
e annienta ciò che si è fatto.
Le critiche di M. e di A. sono ingiuste ma
nascono dai
limiti del mezzo
ecco perchè non toccherò mai più
la Radio
e mi consacrerò ormai esclusivamente
al teatro
così come io lo concepisco
un teatro di sangue
un teatro che a ogni rappresentazione avrà
fatto guadagnare
corporalmente
qualcosa sia a colui che recita
sia a chi vede recitre
del resto
non si recita
si agisce
Il teatro in realtà è la genesi della creazione
Ciò si farà
Ho avuto una visione questo pomeriggio
ho visto coloro che vogliono seguirmi
e che non hanno ancora completamente un corpo
un corpo
perché dei porci come quelli del ristorante
di ieri sera mangiano troppo
C’è chi mangia troppo
e altri come me che non possono più mangiare
senza sputare
A. Artaud