ANTONIN ARTAUD / Ask Archive
Was mich augenblicklich charakterisiert, ist die Nacht und die Konfusion, eine Art Indifferenz der Automatismen der Seele, eine Ausrottung an der Wurzel und im Keim sämtlicher Kräfte in uns, die vor dem Geist kommen. […] Mit einem Wort: Ich habe kein Denken mehr und ich spüre jeden Augenblick die trostlose Leere dieses Denkens, das nicht mehr mit den Phänomenen korrespondiert, mit den äußeren Ereignissen, und das vor allem nicht mehr mit sich korrespondiert. Ich glaubte zu einem bestimmten Zeitpunkt wesentliche und vielleicht heilsame Dinge zu sagen zu haben, wahre Dinge über das Leben, den Geist, über die Realität und die Irrealität, über alle Dinge. Einzig ein Nichts, eine entsetzlich schmerzhafte Leere antwortet mir, wenn ich mich befrage. Das Vermögen, intellektuell zu reagieren, gegenüber was auch immer es sein mag, oder die Existenz meines inneren Lebens zu spüren, der Welt, die ich in mir trage, ist wirklich tot. Das nenne ich eine intellektuelle Katastrophe. Diese Unfähigkeit der Seele, ihre Existenz durch Reaktionen zum Ausdruck zu bringen, die den Umständen angepasst sind, durch die sie hindurchgeht. Das Ergebnis davon ist eine namenlose Angst, unbeschreiblich, ein tiefes Unbefriedigtsein, denn der Geist spürt physisch deren Nichtbesitz. Die Abwesenheit von Ideen ist nicht eine normale Leere der Inspiration, sie ist eine geistige Paralyse dieser Inspiration, der Grund, dass die Seele nicht mehr in ihre Rahmen eintreten, noch auf normale Weise und automatisch ihre Reaktionen finden kann. Die Seele ist versteinert und taub vor Unfähigkeit. […] Nun, habe ich weder Gefühl noch Leidenschaft mehr, nichts erreicht mich, und eben da ist meine Seele ausgebrannt und fehlt mir die Substanz des elementaren Gefühls, der geringfügigsten Reaktion. […] … ich bin an den Punkt angelangt, an dem mir jede Gefühlsregung unmöglich ist.

Antonin Artaud (via
desert-nausea)
L’ETERNO PARADISO E’ LA VOLONTA’ DI SOPPORTARE QUALUNQUE COSA PER ESSERE

Antonin Artaud
La verità è che la morte non esiste, che io sono un essere e che le ANIME sono sempre esseri, gli universali, e che lo stato di morte fu inventato dal malvagio spirito di dio per trattenere le anime in uno stato in cui egli possa, lui, vivere per l’eternità.

Antonin Artaud

poddema:

Je ne sens la vie qu’avec un retard qui me la rend désespérément virtuelle.

Antonin Artaud, Lettre à personne

lescarnetsdelamanticore:

Antonin ARTAUD. Le Théâtre de la Cruauté (Theatre of Cruelty)Theory developed in the book The Theatre and its Doublehttp://en.wikipedia.org/wiki/Theatre_of_Cruelty Pluto (cruelty) in Gemini (double) square Sun (theatre) in Antonin Artaud’s chart. Pluton in 9th house of publishing and teaching. The book was published when Pluto was transitig his 10th house Cancer Moon (the public and the taboo, his breakdown and mental hospitalisation - Descent of Persephone), sextile to his 12th house Venus (hidden beauty). Uranus just entered the 8th house and was exactly trine his Sun, liberating the Shadow in a luminous way. Jupiter, the planet of publishing, was right on his North Node in the 5th house (creation) in Aquarius, showing the publication of that innovative and original artwork as a necessary step on his evolutionary axis.”Avoué ou non avoué, conscient ou inconscient, un état transcendant de vie, est au fond ce que le public recherche à travers l’amour, le crime, les drogues, la guerre ou l’insurrection. Le Théâtre de la Cruauté a été créé pour ramener au théâtre la notion de vie passionnée et convulsive ; et c’est dans ce sens de rigueur violente, condensation extrême des éléments scéniques qu’il faut entendre la cruauté sur laquelle il veut s’appuyer. Cette cruauté, qui sera, quand il le faut, sanglante, mais qui ne le sera pas systématiquement, se confond donc avec la notion d’une sorte d’aride pureté morale qui ne craint pas de payer la vie le prix qu’il faut payer.“ 
1hollygolightly1:

Ecco l’angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L’illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell’azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un’adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto. 
A. Artaud, da Il teatro e il suo doppio
Lettres à Génica Athanasiou

Cavalaire, le 17 août 1922

J’ai assisté un soir, le 14 août, à un merveilleux lever de lune, très japonais, sur la mer, avec des pins tout noirs comme au Japon, la lune grande, triste et douce, un peu malade, jaune, sale, le calme sur les eaux obscures et cette grande fleur de lumière malade, automnale, qui avait poussé sur les eaux.

- Antonin Artaud

Cani, avete finito di far rotolare i vostri ciottoli sulla mia anima. Io. Io. Voltate la pagina delle macerie. Anch’io spero nella ghiaia celeste e in una spiaggia senza limiti. Bisogna che questo fuoco parta da me. Questo fuoco e queste lingue, e le caverne della mia gestazione. Che i blocchi di ghiaccio tornino ad arenarsi sotto i miei denti. Ho il cranio compatto, ma l’anima liscia, e un cuore di materia incagliata. Ho penuria di meteore, penuria di mantici di fiamme. Cerco nella mia gola dei nomi, e come il ciglio vibratile delle cose. L’odore del nulla, un tanfo assurdo, il letamaio della morte intera… L’umore leggero e rarefatto. Io pure non aspetto che il vento. Che si chiami amore o miseria, non potrà far niente di più che lasciarmi arenare su una spiaggia d’ossa.

Antonin Artaud (via
atomarerwalzer)

[…]

et qu’est-ce qui reste?

Que je suis suffoqué

et je ne sais pas si c’est une action
mais en me pressant ainsi de questions
jusqu’à l’absence
et au néant
de la question
on m’a pressé
jusqu’à la suffocation
en moi
de l’idée de corps
et d’être un corps,

[…]

Martedì 25 febbraio 1948

Paule, sono così triste e disperato
questo corpo mi fa male da tutte le parti
ma soprattutto ho la sensazione che la gente sia
rimasta delusa
dalla mia trasmissione.
Là dove c’è la macchina
c’è sempre l’abisso e il nulla
c’è sempre una medizione tecnica che deforma
e annienta ciò che si è fatto.
Le critiche di M. e di A. sono ingiuste ma
nascono dai
limiti del mezzo
ecco perchè non toccherò mai più
la Radio
e mi consacrerò ormai esclusivamente
al teatro
così come io lo concepisco
un teatro di sangue
un teatro che a ogni rappresentazione avrà
fatto guadagnare
corporalmente
qualcosa sia a colui che recita
sia a chi vede recitre
del resto
non si recita
si agisce
Il teatro in realtà è la genesi della creazione
Ciò si farà
Ho avuto una visione questo pomeriggio
ho visto coloro che vogliono seguirmi
e che non hanno ancora completamente un corpo
un corpo
perché dei porci come quelli del ristorante
di ieri sera mangiano troppo
C’è chi mangia troppo
e altri come me che non possono più mangiare
senza sputare

A. Artaud

1 2 3
theme